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Parco del Fiume Nera
Il Parco fluviale comprende il fiume Nera nel tratto medio-inferiore del suo corso, dal confine con la Provincia di Terni alla confluenza con il
Velino alla Cascata delle Marmore. Il Parco comprende, oltre al fiume per circa km 18, territori significativi per caratteristiche ambientali, per testimonianze culturali,
archeologiche e monumentali. Il corso fluviale è stato certamente modificato dallo sfruttamento idroelettrico che con il canale medio-Nera conduce parte delle risorse
idriche direttamente al Lago di Piediluco e sicuramente influiscono sulla portata del Nera i prelievi per usi idropotabili effettuati alle sorgenti di Monte Sant' Angelo,
ma la bassa Valnerina conserva ancora gran parte della sua bellezza paesaggistica. La popolazione dell' area di gravitazione del Parco è di circa 9.000 abitanti.
Il territorio di fondovalle è intensamente utilizzato con colture ortive, frutteti e vigneti, ma la caratterizzazione della valle è data dagli olivi, i cui
impianti salgono fino al limite di coltivabilità. Sul territorio che gravita sul Parco sono insediate attività manifatturiere, di cui le fondamentali impegnate nel settore alimentare.
Elevato è il livello dei servizi e delle strutture ricreative che, oltre alla vicina città di Terni, offrono i tre Comuni della valle. Diffuse e di qualità sono
le strutture di ristorazione che valorizzano efficacemente i prodotti della zona: le specie ittiche, l' olio d' oliva, i tartufi. Il territorio del Parco è ricco
di testimonianze storiche ed artistiche integrate completamente nell' ambiente. La chiostra dei monti, le gole e le forre perpendicolari alla valle sono di grande
fascino e accessibilità, ma la caratterizzazione del Parco è data dalla idrografia: il corso del Nera con i suoi affluenti, la Cascata delle Marmore hanno evidenza
tale da caratterizzare l' ambito quale "Parco delle acque". Il Parco fluviale del basso Nera ha visto, in questi ultimi anni, peggiorare la qualità delle acque del
suo fiume tanto da modificare la possibilità di ambientazione e di riproduzione dei salmoidi e dei crostacei autoctoni. La Regione Umbria ha predisposto, con proiezione per l' intero corso del Nera uno studio sulle tecniche necessarie a riambientare
le specie in sofferenza e in particolare il gambero di fiume. Ogni otiimizzazione della fruizione del parco procede con la ricerca e l' applicazione delle tecniche di conservazione e salvaguardia.
Il Parco fluviale del Nera si caratterizza per la pratica di due branche di discipline agonistiche: la canoa e il rafting nelle acque del Nera; l' arrampicata libera sulle alte pareti verticali
di roccia che caratterizzano la valle da Arrone a Montefranco a Ferentilllo. Arrone ospita il canoismo e il kajak; il Comune di Montefranco ha realizzato un importante recupero edilizio che
ospita i praticanti dello sport dell' acqua e della montagna; a Ferentillo è stata realizzata una grande palestra-scuola dell' arrampicata libera con pareti artificiali, che è uno dei
più grandi impianti d' Europa. Dal centro servizi aperta alla Cascata delle Marmore, alla ricettività negli edifici storici come il convento di San Francesco ad Arrone, al recupero per
il turismo giovane e sportivo di molti edifici pubblici posti lungo la valle, scaturisce una caratterizzazione forte ed originale della fruizione del Parco, orientata ad una presenza lunga
e ripetuta nel tempo di turisti in possesso di precisi orientamenti culturali e sportivi.
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