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ATTIVITA' DI EDILIZIA LIBERA

Il 26.05.2010, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è entrata in vigore la Legge 22.05.2010 n. 73. L’articolo 5 di detta legge apporta significative modifiche all’art. 6 del D.P.R. 380/01 in materia di Attività Edilizia Libera inserendo, fra le opere eseguibili senza titolo abilitativo edilizio, anche alcuni interventi di manutenzione straordinaria precedentemente soggetti a procedura D.I.A..
Pertanto di seguito si riporta l’elenco degli interventi soggetti ad Attività Edilizia Libera di cui all’Art. 6 del D.P.R. 380/01 modificato dall’art. 5 della Legge 73/10 coordinato con gli art. 7 della L.R. 1/2004, il punto n. 2 dell’Allegato “A” al nuovo R.E.C., art. 21 comma 2 lett. a) del R.R. 09/08 e con il D.Lgs. 30/05/ 2008, n. 115,   i seguenti interventi sono eseguibili  senza titolo abilitativo:
a) manutenzione ordinaria: “gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e delle loro pertinenze, senza apportare modifiche all'aspetto esteriore, alla qualità dei materiali e agli elementi architettonici esistenti, ivi compresi quelli necessari a mantenere in efficienza, integrare o sostituire gli impianti esistenti” (mod. A.E.L.1 facoltativo)
b) eliminazione di barriere architettoniche che non interessi gli immobili compresi negli elenchi di cui al titolo primo del D.Lgs. n. 490/1999, nonché gli immobili di interesse storico, architettonico e culturale individuati dagli strumenti urbanistici, e che non riguardi elementi strutturali né comporti la realizzazione di rampe e ascensori esterni ovvero manufatti che alterino la sagoma dell'edificio; (mod. A.E.L.1 facoltativo)
c) opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, con esclusione delle attività di ricerca e utilizzo di acque e delle attività di ricerca di idrocarburi e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato; (mod. A.E.L.1 facoltativo)
d) opere pertinenziali degli edifici, relative ai manufatti per impianti tecnologici e di arredo, non qualificate come interventi di nuova costruzione, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera e), numero 6), e dell’art. 21 comma 2 lett. a) del R.R. 09/08 purché disciplinate dai regolamenti edilizi comunali; (mod. A.E.L.1 facoltativo )
f) interventi di cui all'articolo 33, comma 6.” Non costituisce mutamento di destinazione d'uso ed è attuabile liberamente, nel rispetto delle normative igienico sanitarie e di sicurezza, il cambio dell'uso in atto nell'unità immobiliare entro il limite del trenta per cento della superficie utile dell'unità immobiliare e comunque fino a un massimo di trenta metri quadrati, fatti salvi gli aspetti di natura fiscale e tributaria, con esclusione degli annessi agricoli.
(art. 6 comma 1 lett. d) D.P.R. 380/01) movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;
(art. 6 comma 1 lett. e) D.P.R. 380/01) serre mobili stagionali sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola;

Esclusivamente nei casi di cui alla lett. e) ed f) gli interventi descritti sono soggetti a comunicazione al comune da parte dell'interessato, unitamente a una relazione tecnica, sottoscritta da un tecnico abilitato, che specifichi le opere da compiersi e asseveri il rispetto delle norme di sicurezza, di quelle igienico-sanitarie, sul dimensionamento dei vani e sui rapporti aeroilluminanti, nonché il rispetto delle norme in materia di standard urbanistici. Utilizzare  (MOD MU in questo caso la comunicazione e la relazione del tecnico abilitato sono OBBLIGATORI)

Interventi inseriti con l’art. 6 comma 2 D.P.R. 380/01 modificato dall’art. 5 della Legge 73/10) per i quali è necessaria la comunicazione di inizio Lavori OBBLIGATORIA nelle modalità riportate nel modello A.E.L.2

a) interventi di manutenzione straordinaria di cui all’art. 3, comma 1, lett. b) D.P.R. 380/01 ivi compresa l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino parti strutturali dell’edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
b) opere dirette a soddisfare obbiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque entro un termine non superiore a novanta giorni;
c) opere di pavimentazione e di finitura spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l’indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, ivi compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati;
d) pannelli solari, fotovoltaici e termici, senza serbatoio di accumulo esterno, a servizio degli edifici, da realizzare fuori della zona A) di cui al D.M. 02/04/1968 n. 1444 ( fatti salvi i casi degli immobili ricadenti nell'ambito della disciplina della parte seconda e dell'articolo 136, comma 1, lettere b) e c), del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, recante il codice dei beni culturali e del paesaggi);
e) aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici;

(art.11 comma 3° D.Lgs115/08) lnstallazione di singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro.

La relazione tecnica CHE OBBLIGATORIAMENTE DEVE ESSERE ALLEGATA alla comunicazione di inizio dei lavori si intende PROVVISTA di DATA CERTA (ART. 6 COMMA 4 d.p.r. 380/01 e s.m.i.) qualora costituisca un unico foglio con il mod. A.E.L. 2 (formato A3). Altrimenti, se la relazione sarà redatta su foglio separato, dovrà essere certificata nelle modalità previste dalle normative vigenti in materia.

7. La mancata comunicazione dell'inizio dei lavori ovvero la mancata trasmissione della relazione tecnica, di cui ai commi 2 e 4 del presente articolo, comportano la sanzione pecuniaria pari a 258 euro. Tale sanzione è ridotta di due terzi se la comunicazione è effettuata spontaneamente quando l’intervento è in corso di esecuzione.
8. Al fine di semplificare il rilascio del certificato di prevenzione incendi per le attività di cui ai commi 1 e 2, il certificato stesso, ove previsto, è rilasciato in via ordinaria con l’esame a vista. Per le medesime attività, il termine previsto dal primo periodo del comma 2 dell’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37, è ridotto a trenta giorni".

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